Centrale Olio di Palma
CHE SENSO HA UNA CENTRALE AD OLIO
IN CENTRO AL PAESE?
Dovrebbe bastare il buonsenso per capire che nei pressi dei centri abitati non ha senso realizzare nuovi insediamenti che possano avere ricadute sulla salute degli abitanti.
Il comitato sta facendo pressione sulla si sta confrontando con l’Amministrazione Comunale perché i piani di definizione del territorio (PSC, POC) raccolgano questi suggerimenti ed operino principalmente in funzione della SALUTE del cittadino.
Come tutti sappiamo a Bondeno era presente uno stabilimento saccarifero venutosi a trovare, con lo sviluppo dell’abitato, praticamente in centro. Ora l’attività è cessata ed il terreno è in fase di bonifica. Quindi il momento è cruciale per diminuire il livello di inquinamento sul nostro paese, restituendo alla popolazione un’area situata all’interno del perimetro urbano.
Come previsto dall’Accordo di Programma siglato lo scorso 24 luglio dalla Amministrazione Comunale, con le Parti Sociali, le Rappresentanze Sindacali e con la Proprietà, è però all'esame una "riconversione” di un terzo una parte dell'area ex-zuccherificio in Centrale Elettrica ad Olio Vegetale da 24 Megawatt (pari, tra l'altro, a una dozzina di volte il fabbisogno totale del paese). Si tratterebbe in pratica di un gigantesco motore diesel alimentato ad olio vegetale, colza, palma, etc.
Per quanto dotato di impianti “aftertreatment" per il controllo dei gas di scarico, è possibile che il particolato e l'odore di più di 4 tonnellate di olio vegetale bruciato ogni ora non ricada sulla piazza di Bondeno? Teniamo presente che di fronte alle polveri più fini (nanopolveri pm 2,5) non abbiamo nessuna difesa e che queste finiscono direttamente nel sangue e negli organi interni, dove si accumulano con conseguenze che è facile intuire. Ed il rumore può veramente essere limitato a tal punto da non disturbare? Ricordiamo a questo proposito che, nella campagna di Conselice (Ra), dove sorge una centrale analoga, è stata imposta un'area di rispetto di 300 m. (l'equivalente di 28 ettari) tutt'intorno all'impianto.
In sostanza sarebbe come avere 60 camion in piena potenza per 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Alla faccia del bollino blu !
Senza contare che la legge Italiana VIETA gli insediamenti industriali insalubri entro l’area urbana – come conferma anche la più recente giurisprudenza - e ne prescrive l’isolamento “nelle campagne e lontano dalle abitazioni”.
Mentre il Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria della provincia di Ferrara prescrive che l’autorizzazione di impianti come questi debbano essere basati sulla valutazione degli impatti relativi all’intero ciclo di vita della filiera produttiva, dalla coltivazione della materia prima allo smaltimento dei rifiuti prodotti e la realizzazione sia studiata in modo tale da contribuire anche alla riduzione dell’inquinamento sia locale che globale.ci sembra si vada in questa direzione…
Se queste preoccupazioni appaiono eccessive, ricordiamo che:
secondo le stime del programma "Aria pulita per l'Europa" (Clean Air for Europe – CAFE) l’effetto complessivo dell’inquinamento atmosferico, stimato sulla base delle concentrazioni di polveri sottili PM2.5 nel 2000, si traduce in una riduzione media della speranza di vita pari a 8,6 mesi nell’Unione Europea e pari a 9 mesi in Italia. L’applicazione alla realtà ferrarese di un metodo di stima analogo porta GIA’ ORA alla stima di una diminuzione della speranza di vita alla nascita a causa dell’inquinamento atmosferico pari a circa 1,19 anni (per confronto, Bologna presenta una diminuzione pari a 1,10 anni).
per ciò che concerne l’incidenza delle patologie alle vie respiratorie in generale, la pianura padana si pone già ora tra le aree peggiori a livello europeo, insieme ai Paesi Bassi e alla Germania nord-occidentale.
COSA NE PENSATE? Scriveteci a noveleno.bondeno@libero.it
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